Commenti a: Riflessioni su otto mesi di “Molierate”

A proposito dell’articolo…Noi siamo molto contenti di vedere nostra figlia espandersi in questo percorso e crescere. Avete le giuste caratteristiche di chi costruisce qualcosa di grande lottando con coraggio senza il problema del consenso del mondo che vorrebbe omologare tutti. Grazie per il vostro lavoro !

 

Grazie Mirko e Patrizia di tutto.. l’articolo rende proprio l’idea del lavoro che i ragazzi hanno fatto quest’anno e devo dire che lo spettacolo è stato veramente bello… e il teatro azzeccatissimo….

 

Credo che il vostro lavoro sia più di quello: è una missione che voi svolgete con passione e dedizione, trasmettendo ai ragazzi concetti forse nuovi per loro ma sicuramente aprono la mente, aiutandoli a crescere ed a superare le loro difficoltà.  Grazie di nuovo per tutto quello che avete fatto, in particolar modo per le attenzioni  che avete avuto nei confronti di mio figlio (e non solo di lui).   Un grande abbraccio.

P.s.: continuate a scrivere … vi riesce particolarmente bene!

 

 

Sei riuscito con poche semplici parole a racchiudere tutto il lavoro e la passione che avete portato in scena quest’anno. Una scelta quella di Molière “azzardata” sulla carta ma riuscita grazie anche alla freschezza e alla semplicità dei bimbi. Ho sempre pensato che sia molto più facile far piangere che riuscire a strappare una risata.

 

Parole più che condivisibili, riflettono temi quotidiani che oggi appaiono non così scontati.

 

 

Quest’anno il lavoro fatto è stato entusiasmante, anche gli altri anni certo, ma questa volta avete volato alto… Bravissimi tutti

 

Vi ringrazio per il lavoro che svolgete con i ragazzi. Mia figlia si impegna sempre di più e sempre di più le piace strappare quell’unica ora la settimana dagli studi per venire a teatro. Io come spettatrice che però non si intende di teatro vi dico che gli spettacoli mi piacciono sempre di più , forse perché i ragazzi crescono e quindi riescono sempre meglio a recitare e a farci ridere e pensare. Grazie ancora.

 

Letto… anzi,  riletto l’articolo sulle Molierate..   Non me la sento di commentare la parte “teorica”, dovrei studiare prima, non conosco la maggior parte dei nomi ai quali fai riferimento, ma studierò e magari potremmo fare un breve confronto in occasione di  Arzinvùd. Però vorrei dire due parole sulla mia parte preferita sia dell’articolo che di tutto il percorso, penso: quando parli dell’“altro”. Per capire, sentire e apprezzare quello che chiami “altro” ci vuole solo un po’ di cuore. È la parte più bella, più importante secondo me e vi ringrazio per il vostro impegno, la generosità e la cura. Cambieranno i temi e le messe in scena ma la parte essenziale, quella spesso invisibile agli occhi è l’umanità ed il cuore che mettete nel vostro lavoro per aiutarci a far crescere i ragazzi sopratutto come persone. GRAZIE

 

Grazie grazie e ancora grazie….chi meglio di me può descrivere come sia stato utile al mio bambino frequentare il vostro laboratorio teatrale. Le “Molierate” sono capitate a pennello… avere la mamma che sta male, destabilizza la vita di un bambino, ma grazie a Voi l’ho visto risorridere e con più autostima, perché sì, è così che io vado avanti ironizzando anche su me stessa. Quindi rigrazie per il lavoro che avete fatto. Vi abbraccio.

 

Anche io sono molto acerba in materia e presa da mille cose ha lasciato che Filippo facesse tutto da solo…… Anche per metterlo alla prova!   Prima di entrare in teatro mi ha detto”mamma mi suda anche l’orologio”    Poi è andato e mi ha veramente stupita!             Non credo che il merito sia tutto di Molière….     Grazie per averlo sostenuto e incitato!

 

Articolo semplice ma di contenuto importante per la crescita dei ragazzi. Tutte le volte che parlo di voi  con qualcuno specifico sempre che il vostro è un teatro non per diventare attori nella vita o vip ma per diventare grandi, maturi, autonomi nel linguaggio e nel movimento del corpo. Il teatro che fate non solo sdrammatizza e fa sdrammatizzare i ragazzi sui loro problemi, familiari, di socializzazione tra coetanei ma riesce ad aumentare quell’autostima in loro che è ormai dimenticata da tempo. I ragazzi sono spugne e voi queste spugne le elaborate in modo completo dove all’educazione, al senso di responsabilità, alla maturazione, alla cultura, vi mettete anche il cuore e tutto questo i ragazzi lo apprendono, affrontando anche un argomento cosi serio come la salute fisica e psichica  come le “Molierate” sdrammatizzando e facendo sorridere là dove da sorridere non c’è proprio niente…

 

A mio figlio state dando molto con cultura divertimento e amicizia    Penso che possiate continuare così con tanto impegno e passione    Non so che altro dire solo grazie

Penso che in un mondo di perenni futili distrazioni il vostro lavoro riporta i ragazzi a se stessi senza fronzoli, ma ad assaporare l’impegno ma anche la leggerezza, l’allegria e un po’ di sana adrenalina… ci sarebbe tanto da dire in realtà ma la cosa che racchiude tutto in poche parole viene da mio figlio quando domenica mi ha detto “ce l’ho fatta e mi sono anche divertito”!….

 

Posso solo riportati quello che ho visto, da genitore, durante quest’anno e devo dire che sono molto contenta. Il mio modesto parere è che fate un lavoro bellissimo e noi ne vediamo i frutti: mia figlia è sbocciata! Per noi avete intrapreso la strada giusta. Grazie ancora.

 

Indubbiamente hanno senso le riflessioni: parlare in modo così diretto serve anche a noi per capire che il buono che viene fuori dal vostro lavoro non è (se tante volte venisse il dubbio) casuale, ma frutto di volontà e passione mirate e ponderate. Detto questo io apprezzo, lo avrete capito ormai, anche il lavoro “umano” che operate sulle persone, più o meno “bisognose”, perché anche chi è più fortunato ha comunque bisogno di misurarsi con malattie immaginarie e non, sia di se stesso che degli altri. Grazie del lavoro che fate e anche degli spunti di riflessione.

 

L’articolo ha confermato la mia prima impressione sul tema trattato. Questo argomento ci coinvolge molto da vicino, in quanto questo ragazzi hanno tanti problemi di vario genere..ho trovato giusto cercare di sdrammatizzare un po’. L’accettazione di sé, passa anche dall’ironia. Vi ringrazio tanto per il lavoro che fate con questi ragazzi e vi sono grata per la delicatezza con cui trattate certi argomenti. Un abbraccio ciao e grazie

 

Condivido appieno lo spirito con cui fate avvicinare i ragazzi in modo attuale e giocoso a questi grandi come Molière che raccontano in modo ironico e comico temi universali e anche seri della varia umanità…     Grazie ancora. 

 

Sono contenta che mia figlia faccia parte del vostro gruppo e spero che continui e possa crescere ancora con voi!   Un caro saluto e buone vacanze a te e Patrizia!

 

L’articolo mi conferma quello che in questo anno (anzi, per meglio dire, da quando vi conosco) mi è sempre sembrato, entrando in quella porticina in cima a due piani di scale: la meraviglia di trovarmi fra persone appassionate. Appassionate per il teatro, sì, e quindi, quasi come conseguenza inevitabile, appassionate delle persone. Perché ogni persona ha dentro un mondo, uno spettacolo, a modo suo. In mia figlia io vedo un cambiamento enorme. Quando ha iniziato a venire a teatro io ero molto preoccupata, perché in quel periodo la vedevo tanto sensibile e impacciata. Adesso sta crescendo e la vedo più sicura, sicuramente più di me. Non le fa paura avere gusti diversi da quelli che ha intorno. Non le fa paura la diversità! Per me questo è commovente. Sta venendo fuori il suo spettacolo. E questo è anche grazie al vostro prezioso e paziente e amoroso lavoro. E infine devo dire che guardando voi e i ragazzi si cambia anche noi grandi,eh! Almeno per me è così. Grazie. Di cuore. E buona estate, buon riposo. Ciao.

 

“Gli alberi che sono lenti a crescere portano i frutti migliori” mi viene da risponderti insieme a Molière.

 

Per noi è il primo anno ..e devo dire che l’entusiasmo che ha mostrato mia figlia è stato incredibile…. lei è affascinata da tutti…sapeva le battute a memoria di tutti i suoi compagni ed era entusiasta di fare la sua parte. È stato uno spettacolo emozionante….oserei dire una “tragi-comica realtà” …!!!! E siete stati bravissimi…..voi…. ed anche i ragazzi a cogliere il senso di questa cosa. Io Vi ringrazio…di cuore… per quello che avete personalmente trasmesso a mia figlia…    Ho osservato  i ragazzi del Borsi…il loro spettacolo è stato sorprendente …. quanto il loro entusiasmo… Non mi intendo di teatro…. ma posso dirvi che quest’ambiente è “sano” per restare in tema di Molierate  Sano….di tutto quello che per sano si possa intendere…. cosa ormai rara da trovare.         Grazie…. 

 

 

Mirko e Patrizia, per me quell’”altro” per questa stagione di Molierate è stato senz’altro il coraggio nel buttarsi in un’avventura così delicata…. mettere in scena con dei ragazzi giovani e giovanissimi scene che in me hanno svegliato un enorme senso di responsabilità e di civiltà. Non so se anche questo faceva parte della vostra Grande impresa, posso dirvi che con me ha funzionato…. dai piccoli che con grande dignità portavano la nostra attenzione verso malattie misteriose, quelle che  nella vita cerchiamo costantemente di ignorare, e ci giriamo semmai da un’altra parte… fino ai feriti di guerra, ferite tanto dolorose quanto inutili, come tutte le guerre d’altronde.            Vi posso solo dire grazie perché mi avete regalato un nuovo punto di vista ! Superbi!

 

Grazie per lo splendido lavoro che state facendo! Sono felice che mio figlio abbia l’opportunità di fare questo percorso. Siete una boccata di ossigeno in un panorama cosi desolante !!!

 

Durante questi mesi ho sempre accompagnato e ripreso io mio figlio al vostro corso ma di tutto il lavoro che è stato fatto durante le vostre ore insieme credo di aver colto una minima parte… lui è un bambino che racconta pochissimo a casa di quello che fa, io entro nei posti sempre in punta di piedi per paura di dare noia quindi sono una mamma che chiede giusto il necessario a chi fa, organizza, lavora.     Quello che ho sentito è un gruppo di persone che agisce per passione, aperta ad aiutare, ho visto un insegnante di teatro che sa coinvolgere bambini tanto diversi tra loro con tanta allegria e simpatia ma anche con tanta capacità di dare regole ferme di rispetto reciproco e accettazione degli altri. Ho visto mio figlio sereno e contento, entrava da voi tranquillo e usciva dicendo che il tempo era volato. Sicuramente è stato un percorso che gli è servito, un semino che germoglierà negli anni. Uscendo dal Borsi alla domanda “Ma non ti è dispiaciuto un pochino pochino non aver fatto la tua parte allo spettacolo?” ha risposto che “Sì un pochino mi è dispiaciuto”.    Sul palco, il suo compagno Mattia (uno dei nostri giovanissimi attori – n.d.r.) è stato fantastico, il più naturale e disinvolto…il bambino che si è divertito più di tutti. Basta questo per dirvi GRAZIE. 

Penso che riuscire a fare interessare i nostri ragazzi a qualcosa di scritto in tempi così lontani da loro sia stata davvero una bella cosa … anche perché credo che anche loro si siano resi conto di quanto alcuni argomenti siano ancora attuali (purtroppo, oserei dire). Il pezzo scritto dal trio del Borsi mi ha ricordato “Il malato immaginario” interpretato da Alberto Sordi . Quindi secondo me l’obiettivo è stato raggiunto. Almeno fino alla prossima avventura…

 

Il vostro lavoro sugli autori (Wilde l’anno scorso,  Molière quest’anno) apre ai nostri figli un mondo di conoscenza che di solito è patrimonio “dei più grandi”..dei liceali, e mette loro i germogli per approfondire in futuro e per avere comunque la curiosità di conoscere. Rinnovo i miei complimenti per il lavoro svolto e per l’articolo in particolare.   Ritornando al vostro prezioso lavoro, ieri mia figlia è andata in biblioteca, ha riportato un libro sulla vita di Wilde e lo ha letto tutto di un fiato…    son soddisfazioni.

 

Sono stati mesi intensi per voi con i bimbi, e anche per me con la mia “formaggina”. Lei è fiera di far parte di questo gruppo nonostante la vergogna che provava del dover salire sul palco e nonostante il suo attaccamento a me. Siamo riuscite in qualche modo a farcela.  Sì, fare teatro vuol dire avere quel qualcosa in più per attrarre l’attenzione senza la tecnologia, ma con l’immaginazione… quella cosa che purtroppo non si usa più perché tutto computerizzato e tutto scontato.   Grazie per questa bellissima esperienza, spero che mia figlia voglia continuare l’anno prossimo perché fare teatro è anche riflessione, ma bisogna imparare a riflettere, ad ascoltarci e ad ascoltare, e secondo me questo è un buon metodo.

 

Be’.. io non sono un esperto, ma Molière è stato un fenomeno. Tu nell’articolo dici l’essenza e comunque credo che con i ragazzi avete fatto un lavoro magnifico…                    personalmente noi vi AMIAMO….

 

Non so a cosa o a chi tu ti riferisca quando parli di  “SCAMBIARE freschezza e autenticità per banalità” ecc… , ma credo che il teatro di cui parli nell’articolo, che è poi la natura del Movimento di Cultura Teatrale, come scrivi appunto tu non sia per tutti, nel senso che non tutti siano in grado di apprezzare una dimensione  cosi raffinata.  Non tutti riescono ad  amare e a comprendere questa scena – realtà dove la linea di confine tra drammaticità e comicità è così sottile da rendere, non oso nemmeno immaginare quanto, incredibilmente  difficile il lavoro per non trasformare il tutto in un unico “buglione” incasinato.  A mio modesto parere tu e Patrizia riuscite a fare un bellissimo lavoro.            Mi è piaciuto molto leggere le parole freschezza e autenticità, io da mamma auguro a mia figlia di riuscire a conservarle sempre perché troppo spesso gli adulti le dimenticano e sono contenta di averla, anche solo per un‘ora a settimana “affidata“ a voi che prima di insegnarle a leggere un copione le insegnate dei valori, anche trattando argomenti tanto complessi.   Spero vivamente che riusciate nella vostra impresa di far si che sia meno vetrina e più palcoscenico, perché in questo nostro momento storico credo ce ne sia davvero un gran bisogno.

P.S.  le riflessioni hanno senso, se tutti smettessero di farle sarebbe un guaio!!!!

Grazie  di tutto

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Informazioni su i formaggini guasti

Il duo i formaggini guasti, formato da Mirko Gianformaggio e Patrizia Guastini, svolge attività nel mondo dello spettacolo e dell’educazione dal 1993: “comicoterapia”, teatro convenzionale e di strada, cabaret, conduzione di spettacoli radiotelevisivi e dal vivo, laboratori di drammatizzazione teatrale e invenzione di storie.
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