Curriculum

Il duo i formaggini guasti (Mirko Gianformaggio e Patrizia Guastini) agisce nel mondo dello spettacolo e dell’educazione dal 1993: teatro convenzionale e di strada, cabaret, conduzione di spettacoli radiotelevisivi e dal vivo, clowncare (impropriamente nota come “clown-terapia” o “comicoterapia”), laboratori di drammatizzazione teatrale,  invenzione di storie, promozione culturale.

Mirko Gianformaggio è autore di “Non si vive di solo pancreas – il primo anno di un giovane diabetico”, libro autoironico sul tema “diabete”, pubblicato nel 1997 da T.R. Firenze e recentemente ristampato per conto proprio.

Anni di “pratica sul campo”, arricchiti da studi mirati, sia in ambito teatrale – dizione, mimo, storia del teatro comico, trucco e costume teatrale, ecc. – sia nel settore del sociale (Patrizia Guastini è diplomata Tecnico dei Servizi Sociali all’Istituto “Elsa Morante” di Firenze), hanno permesso a i formaggini guasti di mettere naturalmente a punto un “metodo” che combina tradizione e continua ricerca.

I due artisti hanno dapprima formato, assieme a due colleghi fiorentini, la loro prima associazione, particolarmente orientata al teatro di strada e all’attività artistica in ambito socio-sanitario. Risale infatti al periodo 1994/2000 una serie di collaborazioni con ospedali (non limitatamente a reparti pediatrici) e strutture per anziani. Successivamente, Mirko e Patrizia hanno fondato, insieme al socio Federico Magherini, “M’illumino d’immenso”. Si tratta di un servizio di clowncare, mirato alla formazione di futuri medici, infermieri e addetti alla sanità in genere, attualmente attivo in diversi reparti dell’ospedale “Santa Maria Annunziata” di Ponte a Niccheri (FI) e impegnato in periodiche missioni all’estero (prevalentemente Palestina e Bielorussia).

Negli anni a seguire, la coppia ha fondato l’associazione i formaggini guasti, che attualmente si presenta con la forma giuridica di a.c.s.d. (ovvero, associazione culturale sportiva, comprendendo tra le proprie attività anche la danza). Dopo oltre un decennio di laboratori in scuole di ogni ordine e grado, i formaggini guasti hanno fondato la piccola scuola di Teatro, aperta a Prato e a Montemurlo nel 2005 e rivolta inizialmente a bambini e adolescenti, successivamente anche agli adulti. Nel mese di marzo 2018, la definizione è cambiata, da piccola scuola di Teatro a Movimento di Cultura Teatrale.

L’associazione annovera, tra i propri soci/collaboratori:

  • una educatrice, laureata in Educazione sociale all’Università degli studi di Firenze – Scienze della Formazione, che ha maturato esperienza in ambito di pedagogia di comunità, curato progetti su effetti delle droghe e percorso riabilitativo all’interno delle comunità
  • una pedagogista, laureata in Scienze dell’Educazione, mediatrice familiare, scolastica, sociale, interculturale. Insegnante di Psicologia Sociale e di Metodologia della Comunicazione, specializzata in “Disturbi dell’apprendimento scolastico in bambini e adolescenti: diagnosi e intervento”. Consulente pedagogica, counselor individuale, di coppia e familiare
  • una consulente musicale, diplomata in flauto e in Didattica della Musica al Conservatorio “L. Cherubini” di Firenze, specializzata per l’insegnamento del sostegno nella scuola secondaria, già docente di flauto alla Scuola Comunale di Musica di Vaiano, di  propedeutica musicale, orchestra propedeutica, formazione musicale e flauto dolce alla Scuola Comunale di Musica  “G. Verdi” di Prato e educazione musicale e sostegno in varie scuole medie. Dal 2007 è docente di ruolo di flauto traverso alla Scuola Secondaria di I grado dell’I.C. “F. Lippi” di Prato.
  • alcuni allievi attori/musicisti (chitarra, fisarmonica, flauto, percussioni) che partecipano attivamente ai nostri spettacoli e laboratori.

i formaggini guasti hanno anche ideato “Ci vediamo a teatro”, una rassegna di spettacoli per le famiglie, che va in scena con successo da diverse stagioni, oltre ad Arzinvùd (arts in the woods), un seminario estivo – che si svolge in montagna – incentrato su diverse discipline artistiche.

Tra le nostre attività principali negli anni scorsi:

  • numerose partecipazioni a festival di teatro di strada in tutta Italia
  • laboratori di drammatizzazione teatrale per i comuni di Prato e Firenze e Montemurlo
  • laboratori di drammatizzazione teatrale nelle scuole (pubbliche e private) del territorio, secondarie, primarie e dell’infanzia
  • dal 1995 al 2005, stabile collaborazione con il comitato di Prato per Telefono Azzurro, con la partecipazione e direzione artistica delle varie edizioni di “Telefono Azzurro in festa” al Castello dell’Imperatore
  • diversi anni di esperienze comicoterapeutiche all’ospedale “Meyer” di Firenze (dal 1994 al 1998), al reparto pediatrico dell’ospedale di Prato (dal 1994 al 1998) e successivamente di Pistoia.
  • ciclo di comicoterapia alla casa di riposo “Casa delle magnolie” di Firenze
  • un anno di comicoterapia per pediatria e ostetricia dell’ospedale “Misericordia” di Grosseto
  • campo estivo per adolescenti diabetici in Sardegna, per la U.O. Diabetologia di Cagliari
  • attività per P.A.M.A.T. (prevenzione abusi ai minori associazione toscana), con ciclo comicoterapeutico per adolescenti, finanziato da Provincia di Prato e Regione Toscana
  • servizio di dottori clown “M’illumino d’immenso” all’ospedale “S.M. Annunziata” di Ponte a Niccheri (Firenze), in sala prelievi e nei reparti di pediatria ed emodialisi – attualmente attivo anche il Psichiatria
  • partecipazione alla progettazione e alla realizzazione di un seminario per gli studenti della Facoltà di Medicina dell’Università di Firenze, con un intervento di “teatro nascosto” (2007)
  • produzioni teatrali per bambini e ragazzi (“Anacleto e Lampone”, “Il Natale di Malvina”, “Si fa presto a dire regali – elfi al lavoro”, “Camembert, grande mago”, “Malvina, piccola principessa”, “Il frullafiabe”, “Le peripezie del principe Schiaccianoci”, “La fine del re dei topi”, “Ue’… Pinocchio!”, “I segreti di Pinocchio” e molti altri)
  • organizzazione di “Ci vediamo a teatro”, rassegna di teatro a Montemurlo  a partire dal 2008 – attualmente in corso
  • Arzinvùd”, seminario artistico estivo in montagna (a partire dal 2009)
  • Iniziativa “Un biglietto di pane”, promossa per la prima volta nel 2012 (e riportato in scena in seguito) con un tour dello spettacolo comico “Ci à piaciato”, messo in scena dagli allievi della Compagnia Stabile per raccogliere beni di prima necessità per persone in difficoltà economiche

Contatti

0574.651548  –  328.2718519 –  329.2220497

e-mail: iformagginiguasi@gmail.com

http://www.iformagginiguasti.com

 

Di seguito, una presentazione del Movimento di Cultura Teatrale (già piccola scuola di Teatro)

Movimento di Cultura Teatrale

Quella in corso è la quattordicesima stagione. Essa rappresenta una realtà ancora giovane, che ha però radici profonde (lavoriamo con e per i bambini dal 1993). I primi tredici anni, hanno visto prendere forma quello che abbiamo voluto definire “un LUOGO nuovo e insolito”, un luogo appartenente a diverse entità, ovvero al duo comico i formaggini guasti, ai loro collaboratori, ma anche a tutti gli allievi e rispettive famiglie, perché chi ci ha creduto e continua a crederci, non è semplicemente fruitore ma parte attiva di questo coraggioso “sogno”.

L’aggettivo “piccola” vuole significare che questo laboratorio non ha pretese accademiche e si accosta con umiltà e rispetto a quella grande forma d’arte che è il teatro, ma soprattutto perché l’entità da noi costruita è come una cameretta a disposizione dei nostri figli, dove essi possano divertirsi, studiare, rilassarsi, esprimersi…

Il progetto è destinato a bambini e ragazzi, dai 4 anni in su. Gli allievi sono suddivisi in quattro fasce d’età: 4/6 anni (gioco-teatro e gioco-teatrodanza), 6/10, 11/14 e +15 anni.

 

I precedenti

Ogni stagione ha visto nascere una produzione originale…

2005/2006 – “Provini”, ha coinvolto circa venticinque allievi. Lo spettacolo è stato preparato attraverso lo studio e la sperimentazione delle varie forme d’intrattenimento che nella nostra epoca affollano la televisione. Abbiamo guidato gli allievi verso lo sviluppo di un occhio critico sulle aberrazioni dello show business.

2006/2007 – “Ci à piaciato!”, ha visto impegnati circa quaranta allievi, assieme ai quali abbiamo seguito un percorso nel ricco mondo del Varietà e dei grandi comici, soprattutto del passato. Il titolo stesso era un riferimento a Ettore Petrolini, alla cui inimitabile arte, il nostro lavoro ha voluto tributare un appassionato omaggio.

2007/2008 – “acCIAKkati”. Il sottotitolo “piccole parodie del GRANDE cinema” dice tutto. Abbiamo lavorato sulla parodia, intesa come forma di spettacolo ricca di spunti e di insegnamenti. La visione di numerosi filmati e un lavoro accurato di approfondimento, hanno permesso la nascita di un prodotto molto interessante, interpretato da quasi cinquanta giovanissimi attori di età comprese tra i 6 e i 13 anni.

2008/2009 – “Dreq maske” (la q di “dreq” si pronuncia come una c dolce) è un’espressione albanese e significa “maschere dannate”. Perché questa parola così forte? Perché proprio “dannate”? La risposta è nell’origine più profonda del percorso, a partire dalla storia della Commedia dell’Arte – seguito assieme a noi dai nostri settanta allievi – che ha condotto alla nascita dello spettacolo rappresentato, a Montecarlo (LU), nell’aprile 2009. Abbiamo ritenuto importante partire dall’origine di questo mestiere (quello di chi, come noi, vive di teatro), che paradossalmente è più “moderna e contemporanea” in confronto ad un’attualità basata su luoghi comuni e culto dell’apparire. Ecco perché “dannate”. La scelta della lingua albanese, vuol essere un semplice e affettuoso omaggio a chi viene da fuori, da un “fuori” qualsiasi.

2009/2010 – “La paura numero dodici” ha coinvolto oltre settanta allievi. Si è trattato di un’esperienza completamente nuova: un video teatrale (e dal titolo si può intuire il tributo a Eduardo De Filippo, pioniere dell’arte teatrale portata in televisione e autore – tra tanti capolavori – di una commedia intitolata “La paura numero uno”). “La paura numero dodici” non nasceva da un calcolo a tavolino, né dal bisogno di “fare comunque qualcosa di bellino”: non sono questi i nostri obiettivi, non è questa la nostra filosofia. Lo spettacolo è stato il naturale suggello di un cammino articolato: esercizi introspettivi, simulazioni mirate alla definizione del concetto di grottesco, visione di filmati e utilizzo di brani teatrali dai contenuti attinenti al nostro programma didattico, ed infine discussioni approfondite sulla realtà in cui viviamo. Sono stati gli allievi stessi a dar vita – osservando le paure degli adulti – ad una serie di piccole sceneggiature.

Abbiamo riflettuto in particolare su una questione: in un mondo nel quale si parla di crisi e si butta via il cibo, si parla di emergenza ambientale e si sprecano acqua ed energia, si parla di salute e si acquistano cibi adulterati, si parla di sicurezza stradale e si sfreccia su automobili sempre più veloci… dov’è la finzione? E’ nel teatro? Ne siamo sicuri?

2010/2011 – “CommuniCHE?!” è andato in scena il 28 maggio 2011 nell’anfiteatro del Centro per l’Arte Contemporanea “L. Pecci” ed ha coinvolto circa ottanta allievi. E’ stato il frutto di un complesso lavoro di contaminazione (il filo conduttore della stagione 2010/2011). Al centro di tutto, la comunicazione, argomento apparentemente difficile per i giovanissimi, ma in realtà difficile per tutti. Infatti, i sistemi di comunicazione dell’epoca attuale, sono fortemente caratterizzati dalla confusione…

“CommuniCHE?!” è stata un’opera collettiva, surreale, con una regia “allargata” alla partecipazione degli allievi.

2011/2012  – In “Sogno d’una notte in mezzo di strada” si sono esibiti circa ottanta giovanissimi, di età comprese tra i 6 e i 17 anni.

Innanzitutto abbiamo cercato di far sì che i nostri ragazzi sapessero qualcosa dell’Autore. Per far questo, oltre a parlarne in modo breve e semplice, abbiamo fornito loro dei link… dei collegamenti, perché potessero “curiosare” anche per conto proprio, magari con l’aiuto dei genitori…

Passo successivo: la visione di quattro diversi adattamenti della commedia: una versione musicale, un balletto (su musiche di Mendelssohn), la versione cinematografica di Hoffmann e infine uno spettacolo di coreografie e ombre cinesi al quale abbiamo assistito dal vivo, al Teatro Fabbricone. E’ nato così “Sogno d’una notte in mezzo di strada”, una trasposizione di sorprendente efficacia. La ricchezza e l’originalità della messinscena, hanno beneficiato della crescita dei due percorsi complementari: il corso di teatro/danza e quello di scenografia e atelier dei costumi (questi, assieme ad altre discipline, hanno poi avuto ulteriore sviluppo nella stagione successiva).

2012/2013  – La stagione si è conclusa con la messinscena intitolata “Frankenella Cinderstein (l’incubo di Cenerentola), un’inquietante sintesi tra il romanzo di Mary Shelley – ovvero “Frankenstein”, del 1816 – e la celeberrima fiaba. Sul palcoscenico e intorno ad esso, si sono mossi circa 85 allievi, supportati da una mezza dozzina di docenti. Sarebbe eccessivo, pretendere di esporre in questo paragrafo la complessa evoluzione dello spettacolo e della mostra ad esso connessa; ci limitiamo a fare riferimento ad una semplice mappa concettuale che illustra il misterioso legame esistente tra i due personaggi, ma soprattutto tra le due opere letterarie.

Come è facile dedurre, un personaggio chiave, nel nostro lavoro di ricerca, è stato Andy Warhol, esponente di spicco della pop-art. Proprio questa corrente artistica ha ispirato l’intero lavoro, soprattutto per quanto riguarda scenografie. trucco e costumi, ma ha influenzato in modo significativo anche le coreografie, le musiche e perfino la stessa sceneggiatura di uno spettacolo divertente e di notevole spessore. Impossibile non individuare – tra le righe di un copione scritto, in buona parte, direttamente da allieve e allievi – la drammatica sovrapposizione delle due figure, che oggi si realizza in tanti personaggi pubblici (uomini e donne) che, nell’illusorio desiderio di ottenere bellezza ed eterna giovinezza, si affidano alla “magia” della chirurgia estetica, uscendone di fatto trasformati in orridi “mostri”.  Non crediamo sia necessario spiegare oltre: la visione del filmato e delle fotografie che documentano lo spettacolo, saranno largamente sufficienti.

2013/2014  – “L’eroe, il supereroe e il contaballe”. Un prologo con quattro coreografie, una mostra del laboratorio di fumetto, di costume e di oggetti di scena, un video in loop a supportare la performance sul soldato – eroe mancato e azioni in contemporanea (arricchite da musiche eseguite dal vivo dalla band della piccola scuola di Teatro) in tre spazi diversi: oltre novanta allieve e allievi hanno dato vita ad uno spettacolo straordinario. Al pubblico è stata proposta, sotto diverse forme, una riflessione sulla controversa figura dell’eroe, spaziando dal grottesco processo a Giovanna d’Arco, al tragico colloquio tra Ettore e Andromaca, alla tagliente ironia de “L’eroe” di Achille Campanile, alla parodia dei supereroi e dell’eroe “casuale”.

2014/2015  – “Millemilionidimiglia” è andato in scena a Montemurlo il 5 e 6 giugno 2015. Una ricca mostra di quanto realizzato dai gruppi di Scenografia, Costume, Fumetto e Disegno Digitale, ha aperto la manifestazione, costituita da una serie di spettacoli. Le coreografie di danza contemporanea, hip-hop e acrobatica, oltre a un mini-concerto della nostra band, hanno diviso la scena con pezzi originali di teatro, creati e interpretati da allievi e allieve, sotto la nostra regia… Sia la mostra, sia tutto ciò che è stato rappresentato in scena (musiche dal vivo, coreografie e pezzi teatrali) è stato basato sul tema del VIAGGIO.

Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi. (Marcel Proust)

2015/2016  – “LIBERTA’ (dentro e fuori) è andato in scena a Montemurlo il 21 e 22 maggio 2016.

LIBERTA’ è una grande scatola. Ognuno la riempie come e quanto vuole, qualcuno la lascia vuota e la mostra come cosa prodigiosa.

Nel percorrere una strada segnata da un simile principio c’era da stare attenti. Non lo siamo stati.

Abbiamo rischiato, come si conviene a chi fa dell’arte. Rischiato di volare troppo in alto o di scadere nella banalità, di urtare sensibilità o deludere aspettative. Ma il nostro lavoro mira alla realizzazione di un prodotto artistico che combini – in una formula che preluda a una reazione chimica dagli effetti imprevedibili – teatro, danza, musica, pittura e scultura, disegno, fotografia, arte sartoriale. E questo abbiamo fatto.

Ognuno – allievi e genitori – trarrà da questa esperienza tanto o poco, in misura di quanto ha scelto e sceglierà di essere DENTRO o FUORI da quest’onda di cultura viva che decine di esseri umani, di età tanto diverse, hanno creato in otto mesi di lavoro e passione.

“Dentro e fuori”, il sottotitolo della manifestazione e dell’intera stagione della piccola scuola di Teatro, può essere letto in diversi modi: libertà interiore o manifesta, detenzione ed evasione, decidere se essere parte di un “branco” o di vivere diversamente, scegliere se seguire le mode o no…

2016/2017  – “Wild(e) Times – il TEMPO… 2° Oscar Wilde è andato in scena a Montemurlo il 21 maggio e a Poggio a Caiano il 28 maggio 2017.

Un lavoro complesso e articolato, fatto di azioni teatrali, musica e coreografie, sul concetto di tempo, attraverso alcune opere di Wilde (“Il principe felice”, “Il fantasma di Canterville” e “Il ritratto di dorian Gray”).

***

2017/2018 – “Molierate” (vedi pagine dedicate)

Malgrado tutto, noi continuiamo a considerarci una realtà ancora giovane, seppure dalle radici profonde, libera da pretese accademiche. Ci siamo sempre più allontanati da alcuni stereotipi, insistentemente proposti dai media, che spesso prospettano ai giovani un’idea dello spettacolo coincidente con individualismo e superficialità. Non aspiriamo ad essere una “fucina di talenti” (anche se i talenti di allieve e allievi si stanno manifestando, ma con naturalezza) e ribadiamo che il Movimento di Cultura Teatrale vuol essere, per i giovanissimi, un luogo dove essi possano divertirsi, studiare, rilassarsi, esprimersi… Magari ospitando, quando possibile, i genitori, i nonni…

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